Newsletter numero 1

Indice dei contenuti:

 

Editoriale

Punto d'incontro



Gli sviluppi più fruttuosi per l'umanità si verificano ai punti di contatto tra due diverse culture. Se esse realmente si incontrano si può davvero sperare che possono seguire nuovi e interessanti sviluppi. Werner Heisenberg

Abbiamo voluto iniziare con questa affermazione del fisico tedesco Werner Heisenberg, premio nobel fondatore della fisicaperchè esprime ciò in cui crediamo e vogliamo realizzare.

Il patrimonio culturale dell'umanità può arricchirsi solo attingendo a più culture. "Punto d'incontro" vuole essere un semplice strumento di comunicazione fra l'associazione CISMO e tutti coloro che ne fanno parte e tutti coloro che, pur non appartenendovi, desiderano integrare e sperimentare le conoscenze scientifiche occidentali con l'esperienza e la saggezza orientale.
Il magazine inizia come messaggero trimestrale presentando articoli di medici italiani e stranieri che da tempo studiano e praticano le medicine orientali.

Accanto ad essi troverete anche consigli e indicazioni pratiche per iniziare a sperimentare ed applicare nuovi approcci terapeutici.
Punto d'incontro esprime anche nel nome l'obiettivo che ci siamo prefissi: integrazione culturale, fusione di conoscenze, connubio oriente-occidente, scienza e filosofia, materia e spirito, tradizione e progresso.
Crediamo che solo una visione unitaria possa essere corretta ed in armonia con la natura che è essa stessa esempio di unità: microcosmo umano con il microcosmo dell'universo.

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La Medicina Ayurvedica

Non un semplice sistema di cura ma una filosofia antichissima per un nuovo stile di vita


L’Ayurveda, termine che significa “scienza della vita”, costituisce il sistema tradizionale di medicina naturale dell’India, il più antico di cui si abbia testimonianza scritta, codificato già migliaia di anni fa (si parla di 5.000 anni fa ma forse sono anche di più) nell’ambito dei Veda, testi sacri indiani, e di cui si può trovare ampia trattazione in particolare negli Shastra (= dottrine, trattati) dedicati alla medicina, i Caraka Samhita o Caraka Shastra.
Definire l’Ayurveda semplicemente una medicina orientale è riduttivo in quanto non si tratta di un semplice sistema di cura delle disfunzioni organiche ma di una filosofia di vita completa che dà indicazioni all’uomo su quale debba essere il suo stile di vita, la sua alimentazione e la sua condotta in vista di una vita equilibrata e salutare.
L’Ayurveda è innanzitutto un sistema di prevenzione il cui scopo principale è quello di raggiungere e mantenere uno stato di salute generale sviluppando l’equilibrio e l’armonia senza combattere direttamente la malattia.
Prevenire prima di curare, potrebbe essere il suo motto.
L’Ayurveda, infatti, pone l’accento sull’equilibrio fisico, su meccanismi non distruttivi di liberazione delle emozioni, sull’attenzione allo stato mentale, sulla cura dell’ambiente in cui si vive e sullo sviluppo spirituale, tutti elementi che influiscono notevolmente sulla nostra salute globale.
Si tratta di un corpo di conoscenza che parte da una visione onnicomprensiva dell’individuo e che proprio per questo è facilmente adattabile a tutte le tipologie di persone e a tutti i climi. Il fatto di sfruttare le forze naturali a nostra disposizione come il calore, la luce, il freddo, le erbe, i cibi, i minerali, l’esercizio fisico, il lavoro sulla mente e sulle emozioni, la rende un approccio adatto a tutti, con diversi livelli di trattamento che vanno da quello basilare, cui i pazienti possono accedere facilmente da soli, ad altri in cui è, invece, consigliabile il supporto del medico.
L’Ayurveda costituisce, nell’ambito della scienza dello yoga – che si occupa dell’aspetto più spirituale dell’uomo –, la parte terapeutica.
Oggi l’Ayurveda può essere a buona ragione considerata come l’avanguardia della medicina fisico-mentale in un’ottica che va ben al di là dei meri confini della cultura tradizionale in cui è nata e si è sviluppata e si è legittimamente diffusa ed è per questo che in questi ultimi anni sta suscitando l’attenzione e l’interesse di tanta parte della medicina di ogni parte del mondo presentandosi come la chiave della medicina del futuro.

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L'ayurveda: una medicina del corpo e della mente

La medicina tradizionale indiana abbraccia in un’unica visione corpo, mente e spirito e ha metodi specifici per lavorare su ognuno di essi

Secondo questo antico sistema medico, i disturbi fisici si manifestano principalmente a causa di fattori esterni, come una dieta sbagliata o l’esposizione ad agenti patogeni, mentre i disturbi mentali nascono soprattutto da fattori interni, come uno scorretto uso dei sensi e la mancata metabolizzazione di emozioni negative che finiscono con l’accumularsi danneggiando anche gravemente il sistema psico-fisico.
Entrambi i tipi di disturbo sono interdipendenti e raramente gli uni compaiono in assenza degli altri, influenzandosi a vicenda.
Alcune affezioni hanno quasi sempre delle cause fisiche e possono essere trattate solo a questo livello, ma la maggior parte delle malattie da cui siamo afflitti hanno una causa psicologica. Da qui l’importanza di porre l’attenzione sulle condizioni mentali in cui si trova il paziente i cui squilibri psicologici alla lunga portano a conseguenze fisiche come una dieta sconsiderata, un sistema cardiovascolare affaticato e tensione nervosa che indeboliscono il sistema immunitario e compromettono gravemente le condizioni del fisico.
L’Ayurveda considera il corpo fisico come la cristallizzazione di tendenze mentali profondamente radicate e la mente come riflesso del corpo e magazzino di tutte le impressioni che riceviamo dal mondo esterno attraverso i sensi. Ecco perché, per mantenere uno stato di sano equilibrio interiore ed esteriore, tutto ciò che attraversa il nostro campo vitale diventa importante, dalle persone che frequentiamo, alle attività cui ci dedichiamo, alle situazioni che viviamo, fino a ciò che leggiamo o gli eventi cui assistiamo.
La nostra salute, dunque, dipende strettamente dal nostro modo di vivere, di pensare, di percepire, per questo l’Ayurveda ci insegna che l’armonia con la natura, la semplicità e l’appagamento interiore sono le chiavi per conservare il nostro benessere. Ci indica un modo di vivere equilibrato che, rimettendoci in contatto con la fonte di creatività e felicità chiusa all’interno della nostra coscienza, ci consente di superare problemi psicologici e fisici.

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I quattro livelli di cura Ayurvedici

Trattare le malattie, prevenirle, allungare la vita e sviluppare la consapevolezza. Sono i quattro obbiettivi dell'Ayurveda


Ci sono quattro livelli sui quali il medico che pratica l’Ayurveda si propone di agire:

- Trattamento delle malattie
- Prevenzione delle malattie
- Allungamento delle aspettative di vita
- Sviluppo della consapevolezza

Trattamento delle malattie
Quando la malattia è già conclamata sono necessari metodi radicali e invasivi come l’uso di farmaci o la chirurgia. Per questo la cura del corpo inizia nell’Ayurveda quando la patologia non si è ancora manifestata andando a costituire un ottimo approccio preventivo e ponendosi come sistema di conservazione della salute.

Prevenzione delle malattie

Per agire sulla malattia prima che si manifesti è necessario considerare gli effetti che lo stile di vita, l’ambiente, il lavoro, e le condizioni psicologiche hanno sul fisico eliminando dalla vita quotidiana i fattori negativo che possono renderci più vulnerabili.

Allungamento delle aspettative di vita

Questo livello non si limita a prevenire il formarsi delle malattie, ma mostra un modo per aumentare la vitalità permettendo di vivere più a lungo e più sani.

Sviluppo della consapevolezza

Vivere sani non basta è necessario vivere in piena consapevolezza in quanto espressione fondamentale dell’essenza umana. Tutti i problemi dell’uomo originano dalla mancanza di vera consapevolezza di ciò che si è o di quello che si fa.
La consapevolezza è l’unica cosa che può continuare a crescere mentre il corpo è in declino ed è il più grande aiuto nel processo di invecchiamento, la cura suprema per tutti i disturbi di origine psicologica. Il suo sviluppo richiede un approccio spirituale alla vita che comprende l’utilizzo della meditazione.

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Cause di malattie secondo l'Ayurveda

L'Ayurveda riconosce una matrice comune all'insorgenza della malattia: un alterato meccanismo di difesa a seguito dell'accumulo di tossine (AMA)

L’ayurveda riconosce una matrice comune all’insorgenza di malattia: non un agente patogeno esterno ma un alterato meccanismo di difesa corporea nei confronti di esso.
Le cause che hanno condotto ad alterare le difese interne sono da ricondurre all’accumulo di tossine definite AMA, delle quali l’Ayurveda distingue due tipi:

- AMA di origine alimentare: conseguenti all’assunzione di cibo non idoneo o in eccesso rispetto alle reali esigenze della nostra costituzione e alle sue capacita digestive.
- AMA di origine mentale: conseguenti al cattivo pensiero e comportamenti scorretti

La terapia per contrastare il primo gruppo di tossine, quelle di origine alimentare, consiste semplicemente in:

- riduzione dell’apporto alimentare
- abolizione di alcune categorie di alimenti
- digiuno in casi particolari

La terapia per eliminare, invece, le tossine di natura mentale richiede l’osservanza di un regime etico che può essere riassunto nelle seguenti indicazioni:

- non procurare del male a nessun essere
- non essere schiavi del piacere dei sensi
- non abbandonarsi mai alla collera
- controllare le passioni
- meditare ogni giorno per la tranquillità della mente favorendo la percezione dell’esistenza di un’Energia Suprema che ci circonda, in cui siamo immersi ed alla quale possiamo attingere.

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Il punto di vista dell'esperto: Intervento del Dr. Antonio Morandi

Medico specialista in neurologia e ayurveda


Il termine Ayurveda deriva dal sanscrito, antica lingua indiana, e più precisamente dall'unione di due parole Ayu e Veda. Il termine Veda indica la conoscenca mentre Ayu stà ad indicare "vita", quindi Ayurveda intesa come Scienza della conoscenza della vita.
La vita viene intesa come una continua interazione tra corpo, organi di senso, mente, anima.
Negli ultimi anni, nel mondo della medicina si è diffusa una nuova parola "psiconeuroimmunologia", che definisce la relazione esistente tra il corpo e la mente e i loro effetti sul sistema immunitario.
Ma la relazione tra corpo e mente, era già stata descritta migliaia di anni fà nei trattati classici e testi di Ayurveda, nei quali sono contenuti conoscenze mediche che nel campo della medicina occidentale risalgono solo agli ultimi decenni.
L'Ayurveda si prefigge quattro scopi fondamentali:
Prevenire le malattie, curare la salute, mantenere la salute, promuovera la longevità.
Il termine salute/sano in sanscrito è Svastha che letteralmente significa "sabilizzarsi nel sè" o "nella condizione propria a sè stessi". Vediamo quindi come il concetto di salute viene considerata come condizione naturale dell'uomo, mentre la malattia è vista come un'allontanamento da una condizione di normalità.
Sushruta celebre medico ayurvedico (ca V sec. AC) così definisce lo stato di salute:
"L'individuo sano è colui che ha umori, il fuoco digestivo, i componenti tissutali e le funzioni escretorie ognuno in buon equilibrio, e che ha lo spirito, i sensi e la mente sempre compiaciuti".
Questa definizione considera i tre principali aspetti della vita della persona: corpo mente e spirito.
L'O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha fatto letteralmente proprie queste parole nella sua definizione di salute: "La salute è uno stato di pieno benessere fisico, psichico e sociale".
Uno dei principi fondamentali dell'Ayurveda è quello secondo cui l'uomo è considerato una miniatura della natura: la natura è il macrocosmo, l'uomo il microcosmo e ciò semplicemente significa che i principi presenti nella natura sono gli stessi presenti nell'uomo.
Tutti i Cinque Elementi di base che compongono l'Universo ossia etere/spazio, aria, fuoco, acqua e terra si esprimono con modalità differenti nella formazione degli esseri viventideterminandone origine e strutture.
In base a questo principio è possibile quindi usare, se lo conosciamo, tutto ciò che è presente nell'universo al fine di curare le malattie.
Ecco a questo proposito una storia molto indicativa:
"Nell'India antica esisteva una grande e famosa Università chiamata Daksasila frequentata da numerosi studenti provenienti da numerosi paesi al fine di imparare tutte le scienze vediche l'Ayurveda compresa.
Il rettore di questa Università, il cui nome era Nagarjuna, era un grande e famoso alchimista. Il giorno dell'esame finale, convocò tutti gli studenti dicendo loro che l'esame sarebbe consistito da una sola prova, a sentir questo tutti gli studenti furono molto felici. Quindi disse loro di cercare, nei pressi del tempio dell'Università qualsiasi sostanza che essi pensassero non poter essere direttamente o indirettamente utile per curare l'uomo.
Gli studenti partirono alla ricerca e ritornarono dopo alcune ore, portando qualcuno della sabbia, alcuni dei pezzi di legno, altri delle pietre; ogni studente aveva qualcosa nelle proprie mani.
Soltanto uno studente ritornò per ultimo a mani vuote e inutile dirlo, fu l'unico a superare la prova di esame".
L'insegnamento di questa storia è che tutto, incluso il veleno, può essere usato come "medicamento" se si sà come usarlo, quando usarlo e perchè usarlo.
La finalità che l'Ayurveda si propone, come tutte le scienze orientali, è di raggiungere un'equilibrio delle enrgie del corpo e della mente.
Tali energie derivano da una combinazione variamente articolata dei Cinque Elementi di base e vengono espresse nei tre principi chiamati Dosha.
Con una definizione molto semplice possiamo definire tali principi come espressioni bioenergetiche che, per struttura e caratteristiche proprie, governano le funzioni psico-fisiologiche dell'individuo. Secondo l'Ayurveda individuo è l'espressione unica ed irrepetibile della combinazione di questi tre principi fondamentali (dosha): Vata, Pitta e Kapha, la cui prevalenza identifica varie tipologie costituzionali.
Con il termine Vata Dosha stiamo ad indicare il principio nato dalla combinazione di Etere ed Aria, è un principio di movimento e nel corpo presiede a tutte le funzioni del sistema Nervoso e governa tutto ciò che si muove.
Con il termine Pitta Dosha indichiamo il principio nato dalla combinazione di Fuoco ed Acqua, è il principio del calore e della trasformazione e governa tutti i processi digestivi e di trasformazione.
Con il termine Kapha Dosha indichiamo il principio nato dalla combinazione di Acqua e Terra, è il principio della coesione e stabilità, presiede alle funzioni del sistema Immunitario ed è responsabile della struttura del corpo.
Spesso solo uno o due dosha predominano ed influenzano la nostra personalità e costituzione fisiologica.
La costituzione individuale o Prakriti è quindi determinata dalla composizione e prevalenza dei singoli dosha ed è ciò che individua non solo il nostro assetto psicofisico ma anche le predisposizioni individuali verso squilibri e malattie; per semplicità di esposizione possiamo assimilare la Prakriti ad una sorta di genoma ayurvedico.
La conoscenza della nostra costituzione, o Prakriti, è quindi di primaria importanza per una gestione consapevole della nostra vita e quindi della nostra salute.
Il bilanciamento dei dosha può essere considerato come un ordine naturale, quando questo ordine è disturbato, si crea uno squilibrio che viene visto come disordine.
La salute è ordine, la malattia è disordine. Negli organismi c'è una costante interazione ed alternanza fra ordine e disordine, fra equilibrio e squilibrio.
Errate abitudini, stile di vita, alimentazione, stress e repressione emozionale possono agire sbilanciando l'equilibrio dei dosha di un'individuo, questi "aggravandosi" producono un'alterazione del metabolismo e della fisiologia dei tessuti che porta alla produzione ed accumolo di Ama o tossine.
Queste tossine entrano in circolo e si distribuiscono in tutto l'organismo bloccando i canali che secondo l'ayurveda collegano funzionalmente tutti i tessuti corporei.
L'intossicazione influenzerà progressivamente l'organismo a tutti i livelli, energetico, immunitario e metabolico portando all'espressione della malattia. Ogni malattia è quindi l'espressione di un'accumolo di Ama o tossine.
In termini biomedici occidentali queste tossine o Ama, per le loro caratteristiche, possono trovare una identificazione nei radicali liberi, considerati dalla medicina occidentale fra i principale responsabili di ogni malattia e dei fenomeni degenerativi dell'invecchiamento. Alla luce di ciò è interessante considerare che sia i trattamenti disintossicanti ayurvedici, come il Panchakarma, che i rimedi farmacologici più importanti (Rasayana) hanno una fortissima proprietà antiossidante documentata in diversi studi scientifici.
L'Ayurveda indica quindi come chiave alla prevenzione alle malattie ed all'invecchiamento l'eliminazione delle tossine accumulate ed la limitazione della loro futura formazione, questo sia attraverso l'adozione di appropriate abitudini alimentari e routine di vita sia attraverso particolari programmi di disintossicazione come il Panchakarma.
Il medico ayurvedico riesce a valutare, attraverso le metodologie diagnostiche ayurvediche in cui l'esame del polsoriveste un ruolo principale, il disequilibrio negli stadi iniziali, prima dell'espressione sintomatica conclamata, e può pertanto intervenire anche preventivamente fornando indicazioni specifiche sulle migliori abitudini di vita ed alimentari e sui rimedi atti a ristabilire l'equilibrio psicofisico necessario a mantenere lo stato di salute.
Le tecniche di cura adottate dalla Medicina Ayurvedica sono svariate e comprendono azioni volte al riequilibrio sia del corpo che della mente e delle loro relazioni con l'ambiente. In breve possiamo individuare una serie di azioni attraverso:

CORPO:
nutrizione, utilizzo di piante medicinali, trattamenti fisici esterni quali massaggi (abyangam) effettuati con oli e tecniche particolari, terapie disintossiacanti note genericamente con il termine panchakarma, tecniche di purificazione e asana yoga.

SENSI: secondo l'Ayurveda, lo squilibrio deriva da un'errato uso dei sensi, quindi così come i sensi possono essere veicolo di squilibrio possono essere anche veicolo di riequilibrio.
Per cui vengono considerati tutti i trattamenti, queli aroma, musica, consapevolezza dei sapori dei cibi, spazi forme e colori, stimolazioni tattili e di contatto, mirati ad una sollecitazione sensoriale adeguata ad una precisa risposta terapeutica.

COMPORTAMENTO:
inteso come ciò che ci lega all'ambiente, privo di alcun riferimento morale, e comprendente per esempio i ritmi psicofisici legati agli orari giornaglieri, alle modificazioni stagionali ed ai ritmi della natura in generale.

MENTE: l'Ayurveda pone particolare accento sull'ecologia della mente e dei suoi processi come chiave dell'equilibrio individuale e suggerisce diversi metodi di riequilibrio basati su tecniche di meditazione e yoga.

AMBIENTE:
l'Ayurveda identifica nell'ambiente la sorgente degli stimoli sensoriali che possono determinare il nostro equilibrio, e prevede quindi una loro analisi accurata degli ambienti secondo la scienza vedica chiamata Vastu (idealmente simile al cinese feng shui).

L'Ayurveda è quindi in realtà molto più di una semplice medicina, essa indica piuttosto un'indirizzo di vita all'insegna della regolarità e armonia dello stile di vita, espresso nei suoi tre componenti fondamentali ossia: attività, nutrimento e riposo.

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Perchè curarsi con le erbe

L'uomo è strettamente connesso con tutto ciò che lo circonda, la terra e ogni essere vivente.
L'utilizzo di rimedi naturali alla presenza di un problema di salute rafforza l'integrazione con la natura permettendo di utilizzare il potere guaritore della Natura Madre


Il valore delle scoperte della medicina moderna in ambito farmacologico è innegabile e riconosciuto universalmente.
Dobbiamo tuttavia riflettere sull’errato utilizzo dei farmaci che spesso viene compiuto. Troppo spesso si ricorre all’azione di efficaci ritrovati farmacologici anche quando l’unico vero provvedimento da attuare sarebbe l’abbandono di quelle errate abitudini alimentari o comportamentali che hanno indotto la malattia
Ottenere la rapida scomparsa di un disturbo potrebbe paradossalmente, causarci malattia. Infatti si impedisce al nostro corpo di correggere l’errore commesso e si favorisce, per contro, il suo perseverare.
Assumere antiglicemizzanti ed antilipidemici in presenza di eccesso ponderale e dieta ipercalorica,ad esempio, migliorando i valori glicemici e colesterolemici artificialmente, convince il paziente di essere guarito consentendogli di perseverare nelle dannose scelte alimentari senza sensi di colpa. 
Anche il Mahatma Gandhi affermò che i farmaci occidentali sono molto efficaci, pericolosamente efficaci. Togliendo troppo rapidamente il disturbo essi favoriscono il perseverare delle cattive abitudini e impediscono che il malato, pagando lo scotto dell’errore commesso, divenga consapevole di essere causa di malattia ed attui la necessaria catarsi che lo porterà a non ripetere l’errore in futuro.
Il farmaco, risolvendo rapidamente il problema per il quale è stato assunto, non spinge il malato a cambiare le cattive abitudini; in tal modo si instaura la malattia cronica.
L’impiego di preparati erboristici ha il vantaggio di agire dolcemente, attenuando il disturbo, e può integrare efficacemente l’azione di farmaci occidentali o di altri interventi non farmacologici, sullo stile di vita (alimentazione, attività fisica, controllo dello stress, e altri).

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Il fitoterapico: la Triphala

Le straordinarie proprietà del filoterapico più usato in Ayurveda per la depurazione da tossine (AMA)


Molte patologie occidentali hanno origine da un cattivo funzionamento intestinale. Quando il contenuto intestinale ristagna per infiammazione e stitichezza si verifica un assorbimento di tossine che raggiungono il sangue danneggiando tutto il corpo.
Per questo è fondamentale porre attenzione al colon mantenendone il corretto funzionamento e l’integrità di parete.                    
Una dieta sovrabbondante, il consumo di cibo raffinato e industrializzato come spesso avviene in Occidente, sono causa frequente di alterata funzionalità intestinale con scorretta eliminazione delle scorie.
La medicina ayurvedica indica le tossine non eliminate con il termine AMA e considera l’accumulo di AMA all’origine di ogni malattia.
Triphala è la preparazione ayurvedica più usata per eliminare AMA.
Per questo triphala è considerata da millenni uno straordinario rimedio facilitando l’eliminazione di scorie tossiche AMA .
Triphala è composto da tre frutti comunemente consumati dalle popolazioni indiane:

- HARADA (Terminalia chebula)
- AMLA (Emblica officinalis)
- BIHARA (Terminalia bellerica)

HARADA: Combatte stitichezza, pesantezza fisica, ansia (Terminalia chebula) Tra i tibetani la terminalia chebula è addirittura oggetto di venerazione per il suo potere di purificazione e i Buddha vengono rappresentati con questo frutto in  mano.

AMLA: E’ considerata un frutto ringiovanente (rasayana) e de-tossificante (Emblica officinalis) Eccezionalmente ricco di vitamina C.

BIHARA: Ha proprietà toniche digestive ed antispasmodiche. Riduce gli eccessi di muco (Terminalia bellerica) anche a livello bronchiale, risultando utile in presenza di affezioni catarrali e allergiche.

TRIPHALA: può essere prescritta singolarmente o in associazione con altri preparati.
E’ particolarmente indicato in presenza di:

- Infiammazione
- Stitichezza
- Obesità
- Candidosi genitale e intestinale
- Difficoltà digestive

Ha inoltre azione de-tossificante e depurativa generale.

Si consiglia la sua assunzione a lungo termine, anche tutta la vita, una o due volte la settimana per il semplice mantenimento della salute fisica e il miglioramento delle capacità visive e cognitive. Per queste azioni il preparato è ormai molto noto ed impiegato come rasayana, ringiovanente e anti-aging.

Modalità di assunzione
Può essere assunto nella dose di 1-2 grammi al giorno in polvere (aprire le capsule e versarne il contenuto) in mezzo bicchiere d’acqua tiepida o latte tiepido con miele.
Può essere usato anche localmente su pelle e mucose, ad esempio in presenza di afte o flogosi del cavo orale.

Modalità DE-TOX
: Il contenuto di una capsula in mezzo bicchiere d’acqua calda al mattino a digiuno, 2-3 volte alla settimana per tutto il periodo.

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L'angolo della riflessione - Inferno e Paradiso

Invito alla meditazione su un messaggio del Mahatma Gandhi


Un sant’uomo ebbe un giorno a conversare con Dio e gli chiese: “Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l’Inferno”.
Dio condusse il sant’uomo verso due porte. Ne aprì una e gli permise di guardare all’interno.
C’era una grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso. Il sant’ uomo sentì l’acquolina in bocca.
Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall’aspetto livido e malato. Avevano tutti l’aria affamata. Avevano dei cucchiai, dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.
Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po’ ma, poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio, non potevano accostare il cibo alla bocca. Il sant’uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze. Dio disse: “Hai appena visto l’Inferno”.

Dio e l’uomo si diressero, quindi,  verso la seconda porta. Dio l’aprì. La scena che l’uomo vide era identica alla precedente. C’era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire l’acquolina. Le persone intorno alla tavola avevano anch’esse i cucchiai dai lunghi manici. Questa volta, però, erano ben nutrite e felici e conversavano tra di loro sorridendo.
Il sant’uomo disse a Dio: “Non capisco!”. “E’ semplice”, rispose Dio “essi hanno imparato a nutrirsi gli uni con gli altri.
I primi, invece, non pensano che a loro stessi… Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura... la differenza la portiamo dentro di noi”.

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Contatti

Per tutti coloro che sono interessati ad ulteriori informazioni è possibile prendere contatto con il CISMO ai seguenti recapiti:

CISMO, Centro Italiano Studi Medicine Orientali
Via Cuzzetti, 20 - 25134 - Brescia
CF: 98121430171
Tel. 339 7692079
Mail: info@cismo.it
Web: www.cismo.it


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Ottobre 2005 - Giugno 2006 Corso di introduzione alla Medicina Ayurvedica